Jim Morrison : Se per vivere ti dicono "siediti e stai zitto", tu alzati e muori combattendo.

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NUCLEARE ABRUZZESE


Prevenire è meglio che curare, i poveri Abruzzesi ne sono l'amara prova: case costruite male,malissimo e per lo più in zone altamente sismiche, ma c'è di più infatti l'Abruzzo è una delle regioni che sembra sia in lizza per aggiudicarsi una centrale nucleare nuova..se quelle di terza generazione possano chiamarsi tali.
Insomma oltre al quanto discutibile ritorno al nucleare(vedi qua), direi che come al solito in Italia si scelgono pure i posti giusti dove costruire, infatti una regione come l'Abruzzo proprio non è idonea ad un sito nucleare, impianti che sono sempre e comunque ad elevatissimo rischio.

Al nucleare bisogna dire NO, in Abruzzo, in Calabria, in Italia!Possiamo farne a meno,basta guardarsi intorno: Sole, acqua e vento!
Ne abbiamo in abbondanza, d'altronde siamo(eravamo?) il Bel Paese!forse prima o poi anche noi avremo il nostro Obama..speriamo non troppo tardi, prima di avere terre incalpestabili, acqua imbevibile e aria irrespirabile

ECOLOGIA ALL'EUROPEA


Qualche giorno fa sono andato a far visita ai “cugini” tedeschi di Francoforte, città immensamente sviluppata e ricca, i suoi grattacieli sono tra i più imponenti d'Europa, proprio il tema della costruzione “verso l'alto” è un progetto a cui l'Italia dovrebbe guardare con più attenzione, infatti nella nostra penisola le pianificazioni urbane sono tutte propense allo sviluppo orrizontale, mangiando così molto spazio verde(vitale).
Fenomeno in controtendenza a tutto quello che si vede nel resto d'Europa quindi, questo porta alla famosa cementificazione del territorio, malattia che attanaglia l'Italia da decenni, e che col nuovo decreto pro-edilizia potrebbe aggravarsi ulteriormente; siamo il primo paese al Mondo per produzione pro capite di cemento, cosa ce ne facciamo noi di tutto sto materiale edile?mah..sta di fatto che le foreste,le campagne diminuiscono, aumentano le case, le strade e i centri commerciali, insomma una macchina da consumo che corre all'impazzata verso l'autodistruzione del territorio.

Oltre agli stupendi skylines che si stagliavano nel grigio cielo tedesco ho potuto vedere anche nelle campagne le numerosissime pale eoliche che silenziosamente producevano la loro perpetua energia, infatti la Germania è la prima nazione in Europa nel campo delle rinnovabili, a suo tempo un ivestimento coraggioso che però ora sta portando i sui frutti migliori..l'Italia sicuramente non è sulla stessa lunghezza d'onda pensando al nucleare..energia pericolosa, eternamente dannosa e soprattutto non infinita.

Tedeschi che però devo ammettere ancora non si sono staccati del tutto dagli inceneritori, infatti una mega ciminiera emergeva nel profilo di Francoforte e l'aria era tutta quella di un inceneritore..

Quest'anno le ci sono le elezioni amministrative, in molte città si presenteranno le liste civiche promosse da Beppe Grillo e si sa che l'ambiente è tra i suoi punti di forza, quindi vi invito a curiosare nel suo sito: www.Beppegrillo.it

NUCLEAR TRAGEDY


Passa il tempo ma le idee malsane vengono ripescate, messe in un vecchio pentolone chiamato politica, rimescolate con furbizia diabolica dai soliti noti e riproposto ad una intontita opinione pubblica.

Nucleare. Una pessima idea che più pessima non si può, ho già esposto più volte i motivi della inedeguatezza di questa fonte energetica e vi invito a rileggerli.
Dite NO al Nucleare e SI alle fonti rinnovabili: fotovoltaico ed eolico sono le vie corrette.

CALIFORNIA SUN


Ormai è assurdo, ma ogni post che tento di scrivere è un continuo ricadere nella pietosa ignoranza dei nostri politici a dispetto di quella dei politici degli altri.
Ad Obama sono bastati pochi giorni per dare agli stati la libertà di accelerare le politiche pro ambiente, in primis la California che entro il 2016 vuole ridure le emissioni di Co2 del 30%, imporre limiti alle auto del futuro che dovranno consumare meno e soprattutto stanziare miliardi di dollari per le energie rinnovabili..sorvoliamo su cosa hanno fatto i nostri politici nel frattempo!

Forse in California nel 2016 potranno andare al parco senza navigare tra i sacchetti di spazzatura come tutt'ora succede a Napoli, forse potranno usare auto ad idrogeno, usare tutti acqua scaldata con pannelli solari ed accendere elettrodomestici con energia eolica..fantascienza?no!si chiama politica!

quella che sbandierano i nostri statisti da quattro soldi è solo una dialettica imparata dal peggior filosofo sul mercato..ora noi dobbiamo goderci gli inceneritori,la crisi dell'auto e i fumi delle centrali a carbone..noi gli abbiamo votati e noi ne paghiamo le conseguenze!alle prossime elezioni evitatiamo questo schifo!

SPERANZA DI CONFERMA


Grazie alla segnalazione di Kuda, sono felice di poter comunicare ottime notizie per quanto riguarda le detrazioni del 55% sulle migliorie energetiche; infatti le proteste da tutti i fronti che sono cadute addosso al governo hanno portato alla sostanziale conferma della vecchia legge.
Uniche modifiche sono l'allungamento a 5 anni del periodo di detrazione e l'obbligo di inviare una comunicazione all'agenzia delle entrate.
Vittoria?ancora non se ne può essere certi perchè quasi sicuramente questo nuovo testo farà parte di un maxi-emendamento di non si sà che portata e pericolo(visti gli ultimi..), insomma c'è il rischio che il buono venga mischiato col cattivo.
Prima dovrà passare alla Camera e poi al Senato,aspettiamo...
Se volete l'analisi completa del testo vi rimando al blog di Kuda

GREEN TEAM


“Nel 21esimo secolo, sappiamo che il futuro della nostra economia e della nostra sicurezza nazionale è legato inestricabilmente a una sfida: l’energia. La squadra che ho scelto è stata creata appositamente per affrontare questa sfida in questo momento cruciale. Sono esperti di punta e dirigenti con esperienza e sono pronti a riformare e ad aiutare a trasformare la nostra economia in modo che il nostro popolo sia più prospero, la nostra nazione più sicura, il nostro pianeta più protetto”

Ha iniziato così il suo discorso il 15 dicembre Barack Obama.
Sono stati così ufficializzati gli incarichi su ambiente ed energia del prossimo governo Obama. Nei quattro posti chiave si siederanno: l'assessore all'ambiente di Los Angeles, due donne dell'EPA dalle solide credenziali nelle materie ambientali e soprattutto il Premio Nobel Steven Chu.
Il Green Team di Obama promette di rilanciare l'economia e il rispetto ambientale.
Steven Chu sarà Segretario per l’energia, Lisa Jackson sarà a capo dell’Environment Protection Agency (Epa), Carol Browner sarà “lo zar per le politiche ambientali ed energetiche della Casa Bianca”, Nancy Sutley sarà a capo del Consiglieri della Casa Bianca sulle questioni ambientali.

Lisa Jackson, che ha alle spalle 16 anni di carriera nell’Epa, è stata a capo dello staff del governatore democratico del New Jersey e agli occhi degli ambientalisti ha il merito di aver fatto adottare allo stato della east coast un sistema "cap and trade" per tagliare le emissioni di CO2.

Carol Browner, membro dello staff di Al Gore quando era al Senato, è stata inoltre capo dell’EPA per 8 anni ai tempi di Clinton, ruolo nel quale lottò per leggi più severe sulla qualità dell’aria scontrandosi con i suoi stessi compagni di partito.

Nancy Sutley, che sarà a capo dei consiglieri ambientali del Presidente, invece è Deputy (cioè più o meno assessore) per le politiche ambientali ed energetiche della città di Los Angeles, una delle realtà più avanzate degli Usa sotto questo aspetto.

Ma il vero uomo simbolo del green team di Obama è il nuovo capo del Dipartimento per l’energia (DOE), il Nobel per la fisica Steven Chu.
Particolarmente significativa infatti la scelta del fisico, passato dagli studi sul laser e gli atomi, che gli hanno valso il Nobel, alla direzione del Lawrence Berkeley Lab, dove si fa ricerca su efficienza energetica, accumulo dell’energia e fonti alternative. Lo scienziato ora si troverà a dirigere il DOE organismo che tra le altre cose coordina a livello federale la ricerca su rinnovabili ed efficienza energetica, che ha ricevuto da Obama la promessa di un suo ampio finanziamento.
Prime tra le tecnologie e le politiche in cui il professore di Berkley crede per fermare i cambiamenti climatici quelle sull’efficienza energetica: dalla ricerca sui nuovi materiali isolanti a specifiche politiche come quella californiana che hanno permesso di diminuire il consumo di energia scindendo i profitti delle utilities dalla quantità di energia venduta, fino alla necessità di avere auto più piccole ed efficienti. Chu è anche un sostenitore della necessità di creare una nuova infrastruttura elettrica capace di accogliere l’energia delle rinnovabili, la cosiddetta “smart grid”.
Sembra lampante la posizione di Chu sul carbone, che ha più volte definito pubblicamente “il mio più grande incubo”. E anche sul nucleare, i dubbi dello scienziato sono molti: “i problemi delle scorie e della proliferazione non sono affatto risolti”, ha dichiarato più volte. Il suo compito di Segretario per l’Energia del Governo Obama – favorevole all’atomo solo se “sicuro” e contrario allo stoccaggio delle scorie nel sito nazionale individuato a Yucca Mountain, in Nevada – sarà prima di tutto risolvere queste questioni.

Le premesse al cambiamento ci sono, ora bisogna sperare i grossi interessi delle multinazionali non incidano sulel scelte del team.


(fonte QualEnergia.it)

TRACOLLO DEL NUCLEARE


Il 2008 si sta chiudendo ma è già dal 2007 che l'energia eolica ha superato il nucleare in termini di nuovi impianti 20'000 megawatt contro 1'900 megawatt, ma non è tutto infatti per la prima volta l'eolico batte l'energia dell'atomo anche in termini di energia prodotta.
Le stime dicono inoltre che nel periodo 2008-2012 gli impianti di eolico costruiti produrranno una quantità di energia elettrica pari a 2 volte e mezzo all'energia nucleare, se all'eolico aggiungiamo anche il fotovoltaico si avrà un contributo in termini di riduzione delle emissioni 4 volte superiore rispetto a quello dell'energia nucleare.
Negli States, Bush è dovuto ricorrere ad incentivi pubblici per aiutare la costruzioni di nuove centrali nucleari, infatti queste ormai non sono più economicamente convenienti, per costi di manutenzione, costruzione, scorie nucleari e aumento del prezzo dell'uranio, ormai l'unico modo di battere l'avanzata delle fonti rinnovabili sembra essere proprio quello degli incenetivi pubblici, Bush fa da apripista e i nostri politici lo seguono con pazze idee di ritorno al nucleare.
Come al solito l'Italia segue idee vecchie e senza speranza, tagliando a sua volta gli incentivi per il fotovoltaico..

TRANSITION TOWN..UNA VITA SENZA PETROLIO


C'è un movimento in Gran Bretagna e Irlanda che sta conoscendo una rapida ascesa, è il movimento delle Transition Town.
Il suo fondatore Rob Hopkins, docente universitario, sta convertendo centri abitati ad una vita senza il petrolio e i suoi derivati: niente plastica, niente auto, niente cibi esotici provenienti dall'altro capo del mondo..
«Il nostro movimento è per chi è stanco di aspettare e alle parole preferisce misure concrete» così definisce le Transition Town Rob Hopkins, l'immobilismo dei governi viene sostituito dalla vivacità e creatività dei cittadini che possono creare così iniziative ecologiche a basso costo.
Apripista del movimento è stata la città di Kinsale in Irlanda ma ora ci contano molti più centri come per esempio Bristol e il quartiere di Brixton a Londra.
La macchina è sostituita con la bicicletta, l'energia viene prodotta tramite pannelli fotovoltaici, e il è cibo è prevalentemente prodotto in "casa" con piccoli orti..niente di impossibile!
Se volete saperne di più: www.transitiontowns.org

ITALIA VS EUROMONDO


Il 23 Gennaio 2008 l'Europa poneva le basi per la riduzione delle emissioni inquinanti con la "direttiva 20-20-20":

La Commissione europea ha adottato oggi un importante pacchetto di proposte che darà attuazione agli impegni assunti dal Consiglio europeo in materia dilotta ai cambiamenti climatici e promozione delle energie rinnovabili. Le proposte dimostrano che gli obiettivi fissati l’anno scorso sono realizzabili sia dal punto di vista tecnologico che economico e offrono opportunità commerciali senza precedenti a migliaia di imprese europee. Le misure previste accresceranno significativamente il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili in tutti i paesi e imporranno ai governi obiettivi giuridicamente vincolanti. Grazie a una profonda riforma del sistema di scambio delle quote di emissione, che imporrà un tetto massimo alle emissioni a livello comunitario, tutti i principali responsabili delle emissioni di CO saranno incoraggiati a sviluppare tecnologie produttive pulite. Il pacchetto legislativo intende consentire all’Unione europea di ridurre di almeno il 20% le emissioni di gas serra e porta al 20% la quota di rinnovabili nel consumo energetico entro il 2020, secondo quanto deciso dai capi di Stato e di governo europei nel marzo 2007. La riduzione delle emissioni sarà portata al 30% entro il 2020 quando sarà stato concluso un nuovo accordo internazionale sui cambiamenti climatici.

(fonte europa.eu)

Proposta coraggiosa e dovuta a noi stessi e alle generazioni future, ma i primi di ottobre succede qualcosa:

Il nostro Presidente del Consiglio Berlusconi e la sua equipe di Ministri si oppone facendo da guida ad un manipolo di paesi dell'est europeo, popoli emergenti avidi di energia ed economia sfrenata.

I "nostri" portano al banco europeo una stima dei costi pari all 1,14% del PIL mentre secondo Bruxelles i conti vanno fatti in maniera diversa rispetto ai calcoli italiani. "La stima dei costi aggiuntivi - spiega il commissario all'Ambiente, il conservatore greco Stavros Dimas - secondo la Commissione, è pari infatti al massimo allo 0,66% del Pil. E questo dato prende in conto tutti gli elementi del pacchetto su clima ed energia: non solo gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra e per lo sviluppo delle rinnovabili, ma anche i 'meccanismi flessibili' che si possono utilizzare per raggiungerli".

Gli ambientalisti insistono poi affinché parlando dell'agenda 20-20-20 il discorso venga allargato alle ricadute positive che il governo italiano sembra non voler contabilizzare. "Per l'Italia - spiega Edoardo Zanchini di Legambiente - l'Ue stima un risparmio di 7,6 miliardi l'anno nel taglio delle importazioni di idrocarburi e di 0,9 miliardi di euro nei costi per contrastare l'inquinamento.I costi effettivi pertanto scendono fino a trasformarsi in un guadagno netto di 600 milioni di euro l'anno. Questo senza contare i benefici di lungo termine sul piano dello sviluppo di un settore innovativo come quello delle rinnovabili e di crescita occupazionale"

Posizioni almeno in parte simili sono condivise anche da larghi settori dell'industria europea. Il Gruppo europeo dei dirigenti di impresa, che raggruppa i vertici di grandi società come Phillips, Shell, Tesco e Vodafone, ha inviato recentemente a ogni membro dell'Europarlamento una lettera in cui esprimeva il proprio favore nei confronti delle misure proposte."Siamo dell'idea - si leggeva nella missiva - che i benefici di un intervento deciso e tempestivo sul cambiamento climatico siano superiori ai costi dell'inazione. Riconosciamo che le questioni legate alla competitività europea e le preoccupazioni europee riguardo alla recessione economica globale influenzeranno il dibattito, ma siamo certi che l'adozione di un pacchetto legislativo deciso ed efficace alla fine avrà effetto positivo sulle imprese europee".

(fonte Repubblica.it)

Il 17 dicembre la direttiva è stata votata e approvata a larga maggioranza dal Parlamento, ennesima prova dell'insensatezza e della solitudine dei nostri politici a livello europeo(mondiale).

PACCHI DI NATALE


Direttamente dal sito di Beppe Grillo ho trovato due dichiarazioni di due dei nostri ministri:

-Stefania Prestigiacomo, ministro dell'Ambiente:"Stiamo andando malissimo su Kyoto. Abbiamo un trend di crescita delle emissioni del 13% invece di una riduzione del 6,5%, ma anche qui...ha senso che si faccia carico noi dell'inquinamento del mondo quando a sfilarsi da Kyoto siano stati paesi come gli Stati Uniti..?"

-Renato Brunetta, ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione:"L'Europa ha poco da bacchettare perchè 20-20-20 (20% in più di efficienza energetica, 20% in meno di emissioni inquinanti e il 20% di energia tratta da fonti rinnovabili entro il 2020, ndr) è una follia. Per le imprese e per i Paesi...è una follia soprattutto per un Paese manifatturiero come l'Italia che ha un'intensità e una densità di imprese superiore alla media europea perché il nostro Paese trarrebbe svantaggi". Ma ha poi ha aggiunto, rassicurante:"Noi vogliamo un ambiente pulito. Vogliamo controlli di tipo ambientale che non uccidano le nostre imprese e le nostre famiglie".

Insomma la prima crede che l'accordo di Kyoto sia un Titanic che affonda, verissima la significatività della defezione degli USA in questo accordo ma da qualche parte si dovrà pure iniziare prima o poi a pulire questo mondo?c'è tanto da fare e Kyoto è solo un passettino per la sostenibilità ambientale della nostra società..se non vogliamo fare nemmeno questo passettino allora che Hera ci incenerisca e che gli uomini si estinguano come i dinosauri..sarebbe forse un mondo migliore..

Invece Brunetta vuol mettere mano in affar che poco gli compete, comunque se non adottiamo la politica del 20-20-20 a morire non saranno le nostre aziende ma noi stessi!..governi sensati e intelligenti penserebbero a modi per far convivere l'economia con questo progetto, in Italia poi con una miriade di piccoli aziende, di cui la maggior parte non estremamente inquinanti necessiterebbero di pochi investimenti, i veri in difficoltà sarebbero i membri del Petrolio&Co,gli amici dell'Inceneritore e i Carbonari..insomma i soliti noti..

Babbo Natale per quest'anno vorrei un politico che faccia il suo lavoro, l'interesse del cittadino non del Dio denaro.

BIOCARBURANTI IN SPICCIOLI


Tra le tante ipotesi per uscire dalla tenaglia economica del petrolio si è pure sentito parlare di biocarburanti.
I biocarburanti sono propellenti provenienti dal grano,mais,bietole,canna da zucchero..
Utilizzare parte delle piantagioni di questi vegetali ad un uso "combustibile" può generare due effetti:

-il primo è fare abbassare in maniera discreta il prezzo del petrolio;

-il secondo molto più traumatico è quello di aumentare significativamente il prezzo di questi vegetali, generando così un forte aumento dei prezzi per quanto riguarda pane, pasta, verdura, zucchero, ecc..i cardini principali della dieta.
Il problema poi creerebbe ancora più crisi nei paesi del terzo mondo,dove un aumento dei prezzi del cibo produrrebbe effetti devastanti sulla popolazione, aumentando la quantità di persone che soffrono la fame.

Un altra pecca in questo progetto dei biocarburanti è dato dalla quantità di superficie necessaria a coprire un eventuale domanda di biocarburanti, infatti servirebbero superfici immense, sottraendo importante terreno ai campi destinati ad un uso alimentare.

Stiamo facendo pagare il conto del nostro stile di vita superconsumistico ad altre popolazioni, a figli di terre incontaminate, terre di conquista delle multinazionali, non facciamo pesare su questa gente anche il carburante per la nostra auto.

NECESSITA':EVOLVERSI


Stasera la trasmissione Annozero di Santoro, trattava della crisi, che in Italia vede la sua principale vittima nel mondo dell'auto, a tal proposito mi è sembrato molto interessante il piccolo spezzone dedicato alla ricerca, presenti in trasmissione numerosi studenti del Politecnico con tantissimi prototipi, tra cui un modello detentore del record di durata: quasi 900km con una quantità di idrogeno equivalente ad un litro di benzina; altrettanto interessante uno scooter per due persone che raggiunge i 90km/h, e con una "ricarica" può percorrere 140km,si collega con una spina normalissima,come se fosse un qualsiasi elettrodomestico e la ricarica dura 3 ore e mezzo e al costo d'energia attuale significa circa 50 centesimi,tradotto in linguaggio petrolifero 50 centesimi per un pieno!

Questi due piccoli e geniali esempi possono dare l'idea del fermento ingegneristico che si muove sotto al tema della mobilità sostenibile, innovazione che non è sostenuta però da finanziamenti, questi piccoli progetti non vengono promossi da banche,privati o pubblico e sono obbligati a naufragare.

L'industria dell'auto a benzina/diesel è destinata in 20/30 anni a finire per la mancanza di petrolio, quindi questo è un settore che deve essere assolutamente riconvertito e lo sviluppo sostenibile si candida come principale concorrente a questa sfida, ma sapranno i manager di queste aziende cogliere le occasioni che il mondo scientifico propone?

AAA MINISTRO DELL'AMBIENTE CERCASI

Parlano tutti ormai,Berlusconi,Castelli,Ronchi,Casini e pincopallino..i rifiuti nel bene e nel male sono nella bocca di tutti, la maggior parte dei politici parla a sproposito senza avere idea di quello che dice..non ultimo Castelli che in un discorso sull'Alta Velocità ha detto:"..beh poi al giorno d'oggi che va tanto di moda parlare di CO2,ecc.."
Tanto di moda???ma scusi signor politico il buco nell'ozono,i rifiuti Campani,la diossina, i tumori sono la moda?direi proprio un commento fuori luogo(non il primo) dei nostri politici a proposito dell'Ambiente..ma qui c'è una persona che parla poco, anzi niente..è la Prestigiacomo,Ministro per l'Ambiente del Governo Berlusconi IV,il Ministro sta muto!quello che si sta facendo all'Ambiente e alla Salute è un vero e proprio omicidio,e il Ministro non difende la nostra Terra,il Bel Paese è a rischio ambientale,Prestigiacomo colpevole di Omertà!

I PRESIDENTI DEL FUTURO

Il 18 Marzo del 1968 Robert Kennedy,pronunciò presso l'Università del Kansas un discorso nel quale evidenziava l'inadeguatezza, senza mezzi termini, del PIL come indicatore del Benessere.

Tre mesi dopo venne ucciso, durante una campagna elettorale che molto probabilmente lo avrebbe portato ad essere il Presidente degli Stati Uniti d'America.



Non troveremo mai un fine per la nazione né una nostra personale soddisfazione nel mero perseguimento del benessere economico, nell'ammassare senza fine beni terreni.

Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow-Jones, nè i successi del paese sulla base del Prodotto Interno Lordo.

Il PIL comprende anche l'inquinamento dell'aria e la pubblicità delle sigarette, e le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine dei fine-settimana.

Il PIL mette nel conto le serrature speciali per le nostre porte di casa, e le prigioni per coloro che cercano di forzarle. Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai nostri bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari, comprende anche la ricerca per migliorare la disseminazione della peste bubbonica, si accresce con gli equipaggiamenti che la polizia usa per sedare le rivolte, e non fa che aumentare quando sulle loro ceneri si ricostruiscono i bassifondi popolari.

Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l'intelligenza del nostro dibattere o l'onestà dei nostri pubblici dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell'equità nei rapporti fra di noi.

Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese. Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.

Può dirci tutto sull'America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.

(Robert Kennedy)

Non può esistere una crescita infinita in un mondo finito, l'economia,i consumi non possono continuare a crescere infinitamente, il nostro sviluppo deve entrare in armonia con il mondo che ci circonda, non deve sconvolgerlo.

Le materie prime già le dobbiamo estrarre dai paesi del Terzo Mondo perchè le nostre riserve sono finite , dobbiamo impare a riutilizzare i beni e materia col riciclo,usare energie alternative che lasciano carbone,petrolio e uranio al loro posto e usano la forza perpetua del vento e l'energia infinita del Sole.

A proposito di Sole, è recentissimo il nuovo "decreto" se così si può definire sull'energia, questo è un estratto dell'articolo su Repubblica:

Efficienza, Tremonti si corregge
"No a taglio bonus retroattivo"

La scure sugli incentivi per solare e nuove caldaie partirà dal 2009. Veltroni: "Clamoroso errore strategico" di VALERIO GUALERZI

ROMA - Sparisce la parte più odiosa del provvedimento, ma non la filosofia di fondo che l'ha ispirato. Sul taglio degli sgravi fiscali a sostegno dell'efficienza energetica inserito dal governo nel decreto anticrisi, il ministro del Tesoro Giulio Tremonti ha annunciato una correzione. Il Parlamento, ha spiegato durante un'audizione alla Camera, toglierà la "retroattività" dalla norma che introduce modifiche al bonus fiscale del 55%.

Il testo uscito da Palazzo Chigi la scorsa settimana rende infatti discrezionale e non più certa la detraibilità di oltre la metà della spesa sostenuta per installare caldaie meno energivore, infissi isolanti, impianti solari per il riscaldamento dell'acqua e altri interventi di efficienza. Il decreto prevede (prevedeva) in particolare che per i lavori effettuati dopo il 31 dicembre 2007 i contribuenti debbano inviare all'Agenzia delle entrate, esclusivamente in via telematica, "un'apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi". Il Tesoro si riserva inoltre la possibilità di non rispondere alle domande, precisando che decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento "l'assenso si intende non fornito" e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.

Tremonti ha ammesso che "la retroattività non ci può essere e il Parlamento la correggerà", ma ha poi aggiunto: "Per il futuro voglio ribadire un criterio: i crediti di imposta non sono e non possono essere un bancomat. Troppe volte sono stati utilizzati come bancomat". Confermando quindi che per gli anni futuri, diversamente da quanto previsto anche in Finanziaria, la copertura non sarà illimitata ma di soli 185 milioni nel 2009 per il 2010 e di 314 nel 2010 per il 2011.

Puntualizzazione, quella del Tesoro, che sembra lasciare ben pochi margini di manovra al tentativo di Stefania Prestigiacomo. Il ministro dell'Ambiente ha predisposto un emendamento per sopprimere tutte le norme relative al credito d'imposta contenute nel decreto anticrisi, ma per raggiungere l'obiettivo sarà necessario trovare altre risorse.

"Togliere la retroattività non basta, il decreto va cancellato del tutto perché così com'è introduce per il futuro una devastante incertezza sul mercato", dice Edoardo Zanchini di Legambiente. Secondo stime dell'Enea nel solo biennio 2007-2008 le detrazioni hanno sfiorato infatti quota 1,8 miliardi e gli stanziamenti previsti da Tremonti per gli anni a venire basterebbero a mala pena per coprire le domande di una regione come il Trentino Alto Adige.

Contro queste misure era tornato a protestare stamane anche il segretario del Pd Walter Veltroni, definendo tra l'altro il provvedimento "un'ingiustizia nei confronti di tutti quei cittadini italiani che avevano giustamente scelto l'impiego di fonti di energia rinnovabili". "La retroattività della norma per tutto il 2008 - aggiungeva Veltroni - produce un serio danno economico a centinaia di migliaia di nostri concittadini".

Il segretario dei democratici allargava poi la sua critica all'intero impianto del provvedimento. "Il taglio alle detrazioni del 55% per gli interventi edilizi a favore dell'efficienza energetica e sull'impiego delle fonti rinnovabili, oltre ad essere di fatto un aumento della tassazione a carico dei cittadini, rappresenta un clamoroso errore strategico che può provocare danni devastanti", spiegava.

Tra questi citava le ripercussioni negative "su un comparto come quello dell'edilizia fondamentale per il sostegno al lavoro e ai consumi". "Migliaia di piccole e medie imprese nell'edilizia e nell'artigianato e molti produttori di materiali e apparecchiature per l'edilizia - ricordava Veltroni - si sono attivati per utilizzare il mercato che si stava aprendo. Con questa decisione si mettono a rischio decine di migliaia di posti di lavoro".

Tra i più colpiti dall'allergia del governo per l'efficienza energetica (la norma inserita nel decreto anticrisi non è certo la prima ad andare in questa direzione) ci sono soprattutto i produttori di impianti di solare termico, i pannelli solari collegati ai grossi serbatoi per rifornire le abitazioni di acqua calda per uso sanitario. Un settore che dà lavoro a diverse migliaia di persone tra produttori e indotto. "Siamo stati subissati di telefonate di protesta e oltre il 90% degli interventi preventivati per i prossimi mesi sono stati disdettati", lamenta Sergio D'Alessandris, il presidente dell'associazione di categoria Assosolterm. "Per molte piccole aziende fiorite o cresciute in questi anni - ricorda - a questo punto si mette davvero male, in tanti temono il fallimento anche perché in previsione di un mercato che avrebbe continuato a crescere hanno investito e si sono allargate per tenere testa alla domanda in espansione".



In questo modo il mercato del fotovoltaico è seriamente a rischio, come pure l'idipendenza energetica, quella piccola nicchia di consumatori che aveva deciso di staccarsi dal mercato dei petrolieri rischia di rimanere tale, una piccola nicchia senza possibilità di espansione.
I finanziamenti in questa maniera vengono messi seriamente a rischio e come tutti saprete il fotovoltaico ha bisogno di ingenti spese iniziali, per poi ripagarsi ampiamente nel corso della sua vita.
Ma se si taglia tutto: scuola, sanità, spesa pubblica, finanziamenti alla ricerca, all'energia pulita i soldi a chi rimangono?ai Petrolieri&Co e ai soliti politici!

Il secondo video che vi voglio proporre è un'iniziativa di Greenpeace: l'Energy Revolution

IDEE ATOMICHE


Come non ricordare le ipotesi sul ritorno al nucleare del super trio Berlusconi,Scajola e Casini.
Dopo le prime scappate dove soprattutto i primi due pensavano di poter costruire centrali nucleari nel tempo record di 5 anni, insomma giusto il tempo di una legislatura, hanno percepito dopo essere stati investiti da una pioggia di critiche dagli esperti che se veramente si decide di tornare al nucleare servono dai 10 ai 15 anni; hanno parlato perfino di energia a basso costo,oltre agli investimenti milionari che servirebbero per far partire un progetto energeticamente significativo, non sanno che l'uranio ancor più del petrolio è in forte esaurimento, essendo anch'esso una materia prima non rinnovabile, a detta del premio Nobel Rubbia in 30-40 anni si esauirà e già il suo prezzo è in crescita esponenziale e soprattutto i paesi in via di sviluppo come Cina e India hanno già fatto sapere di voler investire ingenti quantità di denaro sulla fissione nucleare, andando così ad appesintire ancor di più la richiesta dell'uranio.
Qui sotto potete vedere un grafico tra la domanda e offerta di uranio:

Ma oltre ad essere una fonte energetica in forte aumento di prezzo, l'energia nucleare ha altri punti deboli, come le scorie radioattive che sono lo scarto esausto di combustibile nucleare, queste scorie hanno livelli di nocività diversi, tutti comunque molti pericolosi; nel mondo secondo i dati dell' INSC(International nuclear societies council),le scorie più dannose, cioè con una radiotossicità all'incirca di 3000 miliardi sievert/anno(per l'uomo 6 sievert sono fatali), occuperebbero un volume di 10'000 m3, invece per le scorie meno radiotossiche oltre i 200'000 m3.
Queste scorie vengono principalmente tenute all'interno della centrale oppure stoccate in bunker sotterranei nell'attesa(infinita?) di trovare una soluzione al loro smaltimento, visto che in genere lo scarto di una centrale nucleare ha tempo di dimezzamento pari ad un milione di anni, il problema della gestione di queste scorie sicuramente non grava su questi politici ma piuttosto sulle generazioni future che col tempo si troveranno a gestire sempre più faraoniche quantità di scorie, pericolose e praticamente immortali.

A tutti è noto il caso di Chernobyl, un dramma che difficilmente si risolverà a breve anche perchè il nocciolo al suo interno è ancora "vivo" e se non fosse per il sarcofago di cemento armato costruitogli attorno dispenserebbe radiazioni in tutta l'area circostante, come fece nel 1986.
Il calcolo dei morti e ammalati,deformati a causa di questa tragedia secondo Greenpeace è di circa 500'000 persone e ancora oggi ha i suoi effetti sui figli e sui nipoti delle persone vicine alla località.
Ma gli incidenti nucleari non sono solo Chernobyl infatti si contano più di altri 100 incidenti minori, con o senza fuori uscita di radiazioni, sicuramente non è una energia sicura e in un paese sismologicamente attivo come l'Italia sicuramente non sarebbe l'idea più fortunata.
Sembra incredibile ma l'idea della pericolosità del nucleare è ben sintetizzata da Beppe Grillo nel video che potete trovare nel mio canale su youtube.

Insomma il nucleare non è la soluzione, vent'anni fa gli italiani lo capirono a differenza di molti altri paesi, dobbiamo continuare col NO al NUCLEARE!e puntare sulle vere energie rinnovabili.